Anche il primo trimestre del 2017 si è chiuso con una nuova flessione per il mercato editoriale. Un settore che, negli ultimi 5 anni, ha perso circa un quarto del suo valore complessivo. Diminuisce contemporaneamente il numero dei lettori, aggravando la già allarmante situazione italiana, agli ultimi posti in Europa negli indici di lettura, diminuisce il numero delle librerie, in particolare quelle indipendenti, lasciando intere zone del nostro territorio desertificate dal punto di vista culturale, diminuisce il numero degli editori indipendenti in un mercato che continua a penalizzarli riducendo di fatto il pluralismo editoriale e culturale.

Per questo, l’Odei, l’Osservatorio degli editori indipendenti, insieme al Sil (Sindacato italiano librai), all’Alleanza delle cooperative e alla Lim (Librerie indipendenti milanesi), ha inviato una lettera al ministro dei Beni Culturali Dario Franceschini per chiedere un intervento urgente di revisione della legge sul prezzo dei libri (legge Levi). Nella lettera si ricorda come in un incontro svoltosi recentemente a Book Pride, la fiera dell’editoria indipendente, un vasto schieramento di editori e librai si è detto d’accordo su una revisione per portare il tetto massimo di sconto sui libri dal 15 al 5% allineando così il nostro Paese alla maggioranza dei paesi europei. Nel corso di quell’incontro lo stesso padre della legge che porta il suo nome, Ricardo Franco Levi, si è detto d’accordo con una revisione in questo senso.

Coscienti però che, quando manca meno di un anno alla scadenza della legislatura, nessuna iniziativa sarà realizzabile senza un intervento diretto del governo, chiediamo che anche questa stagione non si chiuda con un ennesimo nulla di fatto, che lascerebbe tutta la filiera editoriale, ma in particolare il delicato settore delle librerie indipendenti, in balia di una crisi che rischia di provocare danni gravi allo stesso tessuto culturale del Paese.

Invitiamo quindi il ministro Franceschini, che in questi mesi ha più volte mostrato disponibilità e fatto importanti aperture su questi temi, anche intervenendo a Book Pride, a prendere un’iniziativa limitata a pochi punti essenziali in merito alla revisione della legge Levi, su cui è ormai maturato un vastissimo consenso nel mondo editoriale, che restituisca ossigeno alle librerie indipendenti e ripristini livelli accettabili di equità e concorrenza nel mercato.


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