In riferimento alle prese di posizione di questi giorni sul Salone Internazionale del Libro di Torino, l’Odei esprime preoccupazione sull’eventualità di un suo spostamento da Torino a Milano, raccogliendo gli umori di una vasta area di case editrici piccole, medie e grandi. Non è da oggi che si conoscono le difficoltà in cui si trova l’organizzazione del Salone del Libro, ma va anche preso in considerazione il suo grande valore di evento culturale internazionale al quale pensiamo sia sbagliato rinunciare e sradicare dalle sue origini.
Torino ha da sempre accolto questo evento con grande spirito di ospitalità e l’organizzazione del Salone ha mostrato di saper ascoltare e dialogare con le varie anime del mondo dell’editoria. Manifestiamo di conseguenza il nostro vivo desiderio che le prossime edizioni del Salone possano ancora avere come palcoscenico la città di Torino, sempre che ne esistano le condizioni.
Odei, che da sempre si è contraddistinta per trasparenza e apertura al dialogo, ritiene che le decisioni sull’evento più importante a livello nazionale del mondo dell’editoria e tra i più importanti appuntamenti culturali dell’anno in Italia, debbano essere prese consultando un’ampia platea di editori, protagonisti fondamentali del Salone.
Odei in questi ultimi anni, tra le sue attività dedicate alla promozione della lettura e del libro e alla difesa del pluralismo editoriale, ha organizzato a Milano Book Pride, la fiera degli editori indipendenti, che si pone come terzo evento fieristico editoriale in Italia per numero di visitatori, diventando in soltanto due edizioni un appuntamento irrinunciabile per la città di Milano, città che in questi ultimi anni ha mostrato un’anima particolarmente attenta verso la lettura e i progetti culturali legati al mondo dell’editoria indipendente. Per questo siamo fiduciosi che, a proposito delle voci di un eventuale spostamento del Salone da Torino a Milano, le istituzioni milanesi, con cui gli editori indipendenti hanno lavorato e lavorano in piena collaborazione, facciano le loro scelte in linea con le politiche per cui si sono contraddistinte in campo culturale in questi ultimi anni. Infatti, l’esperienza di Book Pride, fiera autofinanziata e autogestita dagli editori, ha dimostrato in piena trasparenza la possibilità di un nuovo modello di partecipazione, che è stato ampiamente premiato dal pubblico e in cui il Comune di Milano ha creduto, e pensiamo che le esperienze innovative di Book City e di Book Pride, fiori all’occhiello della programmazione culturale della città di Milano, siano fondamentali a livello di esperienza e di competenze qualsiasi siano le scelte che verranno fatte.
In un momento di perdurante difficoltà della filiera editoriale, non crediamo sia il caso di dare vita a competizioni probabilmente dannose fra manifestazioni che già da anni si sono radicate in città diverse. Soprattutto, restiamo convinti dell’importanza di dar voce a quanti più editori possibili.

consiglio direttivo ODEI


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