Una folla di editori e librai ha gremito la sala della Fondazione Negro, a Piazza Navona, dove l’Odei, l’Osservatorio degli editori indipendenti, ha organizzato l’8 novembre un incontro a sostegno di una revisione della legge Levi e della proposta di legge sul libro a cui l’associazione ha lavorato e che è stata presentata a prima firma Sandra Zampa alla Camera, e Francesca Puglisi in Senato. All’incontro, oltre alle stesse Zampa e Puglisi, sono intervenute anche Flavia Piccoli Nardelli, presidente della commissione Cultura di Montecitorio, e Rossana Rummo, direttore generale Biblioteche e istituti culturali del Mibact.

Sia Zampa che Nardelli hanno sottolineato la possibilità che alcuni emendamenti per la revisione della Levi possano essere inseriti nella legge Giordano-Zampa che ha ormai raggiunto un avanzato stato di discussione e che potrebbe vedere la luce nei prossimi mesi. In particolare si potrebbe raccogliere l’abbassamento al 5% del tetto di sconto massimo previsto sul prezzo dei libri (invece del 15% oggi previsto dalla Levi) allineando così il nostro paese alla maggioranza dei paesi europei. Ad accompagnare la misura, il divieto di cross-merchandising, per evitare sconti occulti, e il rafforzamento dei controlli che potrebbe essere affidato alla Guardia di finanza. Punti sui quali, nelle settimane scorse, si è già registrato l’accordo unanime fra i librai, come hanno ricordato Cristina Giussani, presidente del Sil (Sindacato italiano librai) e Alessandro Alessandroni, presidente Ali Roma (Associazione librai indipendenti).

Oltre ad essere l’unica proposta depositata in Parlamento a prevedere l’abbassamento dello sconto al 5%, il testo a cui ha collaborato Odei prevede anche l’introduzione di detrazioni fiscali per l’acquisto di libri, una misura su cui si è detta molto favorevole Rummo che ha ricordato come agevolazioni simili ci siano su una larga serie di prodotti. E ancora l’introduzione di un albo delle librerie di qualità, sul modello francese, la dotazione di un fondo significativo per i contributi a editori stranieri che vogliano tradurre opere italiane, (incentivo indispensabile per esportare autori italiani, alla stregua di quello che fanno moltissimo paesi esteri), una “riserva” del 40% negli acquisti delle biblioteche per i titoli pubblicati da editori indipendenti e misure di sostegno ai piccoli e medi editori. Misure che pongono naturalmente il problema dei finanziamenti necessari, anche se, è stato osservato nel corso dell’incontro, come si son trovati i soldi per la legge sul cinema, altrettanto si può fare per l’editoria libraria che non riceve un euro di finanziamento pubblico pur essendo il primo settore, nel comparto cultura, sia per fatturato che per occupati.

Molti degli intervenuti degli editori, fra gli altri Gino Iacobelli (presidente Odei), Andrea Palombi (Nutrimenti), Daniele Di Gennaro (Minimum Fax), Marco Zapparoli (Marcos y Marcos), Ginevra Bompiani (Nottetempo), Elido Fazi (Fazi) hanno sottolineato la necessità di garantire unità e compattezza in questo momento. Per questo motivo si è deciso di lanciare una campagna di raccolta di firme, fra tutti gli editori italiani, a sostegno della revisione della Levi, sull’onda di quanto già fatto dalle associazioni dei librai. Già al termine dell’incontro sono state così raccolte alcune decine di firme fra gli editori presenti, per esprimere l’accordo ad abbassare il tetto di sconto e una preferenza sul numero di campagne promozionali da mantenere nell’anno (la scelta è fra una o due per marchio editoriale). La riduzione degli sconti, è il parere di tutti, restituirebbe certezze a tutta la filiera, ma garantirebbe anche il ritorno ad una concorrenza ad armi pari fra librerie ed editori e, in sostanza, la garanzia del pluralismo.


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *